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Tuesday, February 07, 2012 ..:: Ipertesto » Echi tra i lettori » City nelle chat con Baricco ::.. Register  Login
 

  

 

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  City di Baricco - Un libro e i suoi dintorni

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Tra i brani tratti dai romanzi di Baricco è stata inserita una pagina che riporta un brano da Mr Gwyn intitolata Siamo tutta la storia.

19/11/11

 

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 City di Baricco - Un libro e i suoi dintorni

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Echi dalle chat con Baricco

 

 

Ciao a cosa ti serve parlare con no in questo forum? non vuole essere una provocazione. vorrei solo sapere i motivi. Io ritengo che strumenti di questo tipo siano molto efficaci ma per cosa?
Fabio (
fabius_@hotmail.com)

 

Serve per dirvi che esisto, che stare lontani da uno scrittore che amate è il miglior modo di avere una giusta relazione con lui, serve per farvi capire che i vostri messaggi lileggo, serve per spiegarvi qualcosa di me, poco ma è già qualcosa. Capisco che dopo due ore e mezza non è facile dire ancora cose che valgano la pena, ma ci provo. E poi serve per ascoltarvi. E' importante ascoltarvi. Mi sembra che i miei libri muoiono un po' meno se ogni tanto vi ascolto. Tutto qua.

 

(Dalla Chat del 29 giugno 2000 - Linea diretta con Alessandro Baricco)


 
Sommario

Pagine interne correlate

La chat su Senza sangue del 2002 
Echi nel City Forum su www.abcity.it
Echi sulla  mailing list del sito Oceanomare.com

Echi nei commenti su aNobii.com

Echi nelle recensioni su ibs.it

Echi nelle opinioni su ciao.it

 


 

Le chat con i lettori

 

Durante il periodo in cui è in linea il sito www.abcity.it allestito dalla Rizzoli in occasione dell'uscita di City, sono organizzati tre incontri con i lettori in forma di chat. 

Il primo incontro ha luogo il 29 giugno del 2000, poco più di un anno dopo l'uscita di City e l'apertura del City Forum. La chat, dal titolo Linea diretta con Alessandro Baricco, è ospitata dalle 14 alle 17 su una pagina interna al sito, dove rimane archiviata.

Su la Repubblica il resoconto di Loredana Lipperini, parla di «una foltissima schiera di interlocutori on line, cinquecento soltanto nei primi sessanta minuti, più di mille alla conclusione della terza ora, fino ad intasare il sito» e sul Corriere della Sera Cristina Taglietti conta 1285 messaggi arrivati. Le domande pubblicate sono 126, alcune delle quali prive di risposta per le quali Baricco si giustifica affermando: «il problema è che qui arrivano tanti messaggi e così è SCIENTIFICAMENTE impossibile che io risponda a tutti, quindi alcuni li pubblico senza risposta, perdonato? Perdonato».  
Sul Corriere della sera, in un articolo sul rapporto tra libri e Web, Paolo Ottolina scrive: «In Italia, per ora, l' esperimento più innovativo è stato quello di Alessandro Baricco, che presentò il suo ultimo romanzo «City» unicamente via Internet, attraverso un sito trilingue appositamente creato. La risposta del pubblico, in quel caso, è stata ottima. Tanto che, nella chat con l' autore del 29 giugno, il sito ha raggiunto 40.000 contatti. E, nelle tre ore in cui Baricco è rimasto online, sono piovute 1.300 domande dai suoi lettori.».  
 La seconda chat, del 28 agosto 2002 è organizzata in occasione dell'uscita di Senza sangue sul sito della Rizzoli dalle 15 alle 18 e archiviata nello spazio intitolato Speaker’s corner. Alla chat è dato ampio rilievo sulla stampa con articoli che affiancano o integrano le recensioni di Senza sangue. I messaggi pubblicati sono 113 ma, durante la chat, Baricco risponde a una domanda, circa a metà della lista, di avere ricevuto fino a quel momento 2203 e-mail.
Il 13 ottobre 2003 dalle 15 alle 17 ha luogo l’ultima delle chat allestite sulle pagine online della Rizzoli, intitolata Senza sangue un anno dopo, e archiviata in Speaker’s corner. La chat non ha risonanza sulla stampa ed è pubblicizzata sul sito della Rizzoli e su www.abcity.it solo una settimana prima dell’evento. Ha la durata di due ore, a differenza delle precedenti, entrambe di tre ore.

Le domande pubblicate sono 63 e i messaggi che Baricco dichiara essere arrivati, prima dell’ultima decina di domande pubblicate in chat, sono 1652.

Gli articoli di stampa che si occupano delle chat del 2000 e del 2002 riportano il tenore delle domande, mettendone in rilievo quelle ritenute più significative, nello stile e nei contenuti  al fine di tracciare un ritratto del lettore di Baricco.

Loredana Lipperini su la Repubblica del 30 giugno 2000 disegna il suo “Identikit dei colloquianti”: «tutti appassionati lettori, molti giovani, almeno a giudicare dai numerosi congedi (a malincuore) di chi doveva abbandonare la conversazione per andare a studiare» e, per quanto faccia una carrellata sulle domande dal tono da fan club, spiritose o superficiali, non manca di notare che «la maggior parte delle domande verte sulla scrittura, sugli amori e sui maestri di Baricco».

Commentando la chat del 2002, Marco Neirotti, su La Stampa del 30 agosto, parla dell'uscita in contemporanea di due libri, uno tradizionale, Senza sangue, l'altro «al passo con i tempi e le tecnologie: estemporaneo, ora banale e ora frizzante, una ventina di pagine, non ha titolo, non costa nulla ed e' stato scritto con lui dai suoi fans o detrattori che sono intervenuti per tre ore nella chat line che ha salutato l'uscita del racconto vero». Neirotti si sofferma su domande che inquadra come «scritti estasiati, letterine piu' adatte a una pop star, contestazioni che piu' che di analisi rigorosa puzzano di invidia per la gloria, interrogativi banali sapientemente lasciati in sospeso. Ma scritti in un modo che di certo avra' fatto inorridire l'inventore della Scuola Holden di scrittura». Traccia infine il suo ritratto critico del lettore facendolo emergere dall’analisi della chat:

 «Da un pomeriggio di chat rimane davvero il libro di un'Italia che piu' che leggere compera, che piu' che apprezzare ammira o detesta. Baricco si barcamena con tempismo abile di fronte alle insulsaggini. […] Ma il regalo grande che ha fatto alla parte piu' triste dei suoi corrispondenti d'un giorno e' di averli fatti partecipi di una ventina di pagine che, stampate a casa, faranno dire: «Questo sono io». Rimarranno tante parole di sconosciuti e poche, astute e volteggianti, del vero protagonista».

In effetti Neirotti inquadra la chat come un prolungamento o uno specchio dell’opera di Baricco in un nuovo testo in un’ottica assimilabile a quella che, ne I barbari, fa parlare lo stesso Baricco di libri come sistemi passanti di sequenze originate e dirette altrove. A dare vita alle chat è peraltro un campione di lettori avvezzi alla comunicazione in Rete già a partire dal periodo degli esordi fino alla sua esplosione. Si tratta di lettori che si muovono tra libri, fumetti e film, secondo le modalità da surfing in superficie che Baricco illustra ne I barbari.

Lo stesso criterio di selezione dei messaggi pubblicati, per la stessa natura dello strumento chat, tende a privilegiare le domande a risposta veloce e di contenuto leggero.

Difficilmente si trovano, tra quelle pubblicate, domande che richiedano approfondimenti su tematiche letterarie, e, in ogni caso, Baricco risponde per cenni. Afferma di rispondere scegliendo un po’ a caso, dove gli piace ma domande e risposte formano una sequenza di temi che si ripete con caratteristiche e proporzioni costanti dalla chat del 2000  quella del 2003.

Si possono riassumere le tipologie di domande pubblicate in poche categorie: domande che riguardano le opere di Baricco, domande che riguardano riferimenti a panorami letterari e cinematografici più ampi, domande sulla scuola Holden, domande a contenuto politico-sociale, domande che esprimono curiosità sulla persona e i gusti di Baricco, spiritosaggini o provocazioni tout court, domande sul significato e sul rapporto di Baricco con il City Forum e con le stesse chat.  La maggior parte delle domande in chat sono centrate sulle opere per ricevere spiegazioni di passi o semplicemente per esaltare i brani preferiti o chiederne le fonti di ispirazione all’autore.

I lettori esprimono anche il loro giudizio sul percorso stilistico e tematico di Baricco, operando confronti tra le opere e chiedendo anche all’autore giudizi comparati su di esse.

City assume spesso il ruolo di un’opera spartiacque nel rapporto dei lettori con la scrittura di Bariccco.

La maggior parte delle domande su City appartengono alla chat del 2000, ma City si ritrova anche nei messaggi delle chat successive.

 

 

Le domande su City

 
 City nella chat del 29 giugno 2000

a me city è piaciuto molto. è il primo libro dove i tuoi personaggi (almeno alcuni) vivono d'avvero, e non sono solo un tuo clone

paolo ()

e vvvvai!

 

Non stai svalvolando?

Non ti sembra strano che siamo quasi tutti d'accordo che city non ti rende giustizia mentre a te piace tanto? Lo stesso vale per Madame qualcosa, che io non ho visto ma di cui mi hanno detto molto male. Scollamento

()

Già. Scollamento. Però bisogna dare tempo, ai libri. Per City ci risentiamo tra qualche anno.

 

2 cose al volo:

- Come ti è venuta la storia del rapporto di lunghezza nel percorso dei fiumi ? (l'hai messa giù così bene che viene voglia di crederci); - Questa chat, mi da l'idea di quando incontrando un comico gli si chiede di "farci ridere" : scrivi qualcosa di carino ! (ASSURDO !) Ciao a tutti

Giuseppe (peppedc@hotmail.com)

L'ho letta in un libro di scienza, forse era il libro sul teorema di Fermat (che tra l'altro è un libro abbastanza bello)

 

boxe

Ho sempre odiato la boxe poi due illuminazioni City e "Quando eravamo eroi" su Alì: Complimenti a te per il primo e ad Alì per il secondo!

Claudio ()

Grazie

 

western

bello! La parte migliore di City a mio avviso. Ti ci vedrei nella parte.....con i tuoi stivaletti...

rg ()

Saluti da Bird. (E' vivo, e lotta insieme a noi)

 

Gould

C'e' qualcosa di autobiografico in Gould, e se si' che cosa?

Elisabetta (betty77@libero.it)

Questa domanda me la sono regalata. Cioè: ho pensato che risponderò solo a me, il giorno che avrò il coraggio di farmela.

 

Senti, ma la storia di Melania al ristorante cinese, da dove viene? Lo so che i libri non si scrivono così, ma da dove viene?

()

Due miei amici, coi figli, al ristorante cinese, e unsacco di genitori visti a fare cose orrende, magari comprensibili ma orrende.

 

" gli uomini hanno delle case, ma in realtà sono delle verande.." fanatastico, davvero fantastico...e tu cosa ne pensi di questo pezzo?

Sara (sarafratus@hotmail.com)

Penso che mi piacerebbe sentire quel pezzo a teatro, voglio dire fatto da un attore. E mi sa che prima o poi metterò su uno spettacolo con quel testo e altri di City

 

ho 18 anni,vivo con mia mamma e abbiamo litigato una volta sola!perchè lei ha odiato city tanto quanto io l'ho amato!!lei è rimasta nella locanda di oceanomare...

laura (batig@katamail.it)

Grande, grande, con tutto l'affetto per la mamma, tu sei grande!

 

oceano di rabbia

Oceano mare e Castelli di rabbia sono libri molto interessanti. Perche' concludere entrambi con un'autocitazione del libro stesso, pero'? Mi sembra una piccola caduta di stile...

harry ()

Sì, è vero, sono due finali sbagliati, non li riscriverei più. però allora mi piacevano molto, chissà cos'è successo nel frattempo. P.S. E il finale di City?

 

orologio

credo che tutti quelli che hanno letto City vorrebbero avere quell'orologio in casa propria

Rebecca (rebefed@tin.it)

 

MONET

Ma come ti è venuta quella idea bislacca sul vero intento di Monet nel dipingere le NYMPHEAS: ottenere il nulla atraverso un processo di progressivo decadimento e dispersione del reale

CHIARA (elisewin74@hotmail.com)

Ci son stato davvero, per molte ore, in quelle sue sale con le Ninfee, e afuria di starci mi è venuta quella storia lì. E la signora giapponese con le stampelle l'ho vista davvero.

 

Canzone napoletana

Siccome da mezz'ora che sto qui non spiccico una parola, con sincerità una cosa volevo dirtela: che t'ho voluto bene, anche se eri piemontese, fino a prima di Seta; ora non che non te ne voglia, ma ci sono troppi arzigogoli, storie che per capirle vanno lette due volte e la cosa non mi va giù. Poi il film, City, il fatto che ho letto che ti ricompri Novecento. Nel mio paese i giorni vanno tranquilli, si vive pensandosi al centro del mondo e si vogliono storie serene, niente di troppo. Questo mi piaceva di te.

Antonella (antonella@mercom.it)

Lo so, lo so. Però io non posso passare la vita a scrivere tanti Seta. A me piace la complessità. Credo che sia un'emozione, la complessità. Dunque vado avanti, curioso di vedere quanti di voi hanno volgia di venire con me.

 

Shatzy

Lo sai ceh Schatzi in tedesco vuol dire "tesorino"...è un caso o no?

Anna ()

E' un caso. I nomi sono suoni, per me, non sno mai significati.

 

Ciao Alessandro!

Uno dei messaggi piu' importanti di City per me e' stato: "O guardi o giochi" Tu quale pensi sia la cosa piu' importante da fare, tra le due? Pensi sia davvero impossibile vivere entrambe le dimensioni?

Elisabetta (betty77@libero.it)

E' una vita che me lo chiedo. Scrivere però, ad esempio, è un mestiere strano: ti guardi giocare. In teoria, una figata. (MOlli dice che posso scrivere figata, così io lo faccio. Sono anni che io faccio quello che lei dice che posso fare. Lei è quella a cui ho dedicato Oceano mare. E' anche un po' Shatzy. Adesso è lì che cerca marito. Se a qualcuno interessa vi do la sua mail)

 

Novecento e altro...

Io Novecento l'ho regalato a tanti tanti...anche oggi. Per me è una meraviglia, come Oceano Mare. City è il tuo preferito ma io per la prima volta ho faticato a finire un tuo libro....

Daniela (daniela.mo@libero.it)

Lo so che City è più faticoso. Come è faticoso quando un taxi ti scarica a New York e tu hai tutto da scoprire e una città enorme di cui non sai niente e i casi sono due: o sarà solo una gran rottura di palle, o sarà una meraviglia.

 

city

molti critici hanno scritto che con il materiale contenuto in city avresti potuto scrivere 3 libri!!!??ma si può essere davvero così calcolatori?

elena (e.magni@tiscalinet.it)

 

sul treno...

...sono al punto in cui gould viene interrotto nel momento topico dell'incontro di boxe...molto bello...stasera continuo ! stai già pensando ad un altro libro ?

lino ()

salutami Larry Lawyer... Sentite il problema è che qui arrivano tanti messaggi e così è SCIENTIFICAMENTE impossibile che io rispona a tutti, quindi alcuni li pubblico senza risposta, perdonato? Perdonato.

 

Sei soddisfatto di city?

LD (laura_sms@wappi.com)

Io sì. E il mio libro preferito, a dire il vero. E tu?

 

City nella chat del 28 agosto 2002

prewiew

ciao Alessandro, è un grande libro Senza sangue?? A me è strapiaciuto Oceano Mare, invece con City eri un pò troppo avanti forse.. Con Senza Sangue quanto lontano sei andato..??

matten

Con City andavo in un posto che ancora on conoscevo. Senza sangue sta in un posto che conoscevo meglio. Non so, è difficile da spiegare. Diciamo che ogni volta che io scrivo un libro è perché volgio finire in un posto che ho visto nelle mappe della mia immaginazione ma in cui non dono mai stato. presumo che esista, ma poi chissà. parto e lo vado a cercare. Il posto di City era davvero molto lontano, e infatti è un libro pieno di strappi, di tappe nel nulla, di falsi sentieri, cose così (che ame picciono molto, ai lettori meno). Senza sangue invece sta in un posto più vicino, molto difficile da raggiungere (salite della madonna), ma più vicino. E infatti non ci sono strappi, è più compatto, è come il passo di uno che sale su una montagna. Ci hai capito qualcosa?

 

bentornato

Ciao Alessandro, finalmente ! Sapevo che il libro doveva uscire il 17 luglio, ho invaso tutte le librerie...ma niente...non vedo l'ora di leggerlo. So che sono in ritardo, ma di chi è la terza foto nell'armadietto di Gould ? Mi è rimasta 'sta fissa ! Ciao...

Lucia tenom1@libero.it

Tutti hanno una terza foto sull'armadietto. Ma su quella non danno spiegazioni.

 

Narcisismo e ritrosia

Ieri ti hanno accusato di narcisismo e ritrosia perchè non concedi interviste. Hai detto che il silenzio c'entra molto con l'essere onesti. E' vero in molti casi, ma nel tuo perchè?

Anto

perchè le cose che facciamo (tutti, non solo io) mi sembrano migliori di quello che diciamo. Perché sono vere, mentre è molto più facile bluffare parlando. per cui io non voglio stare zitto tutta la vita, ma se riesco, voglio parlare poco dei miei libri. Voglio farlo in poche occasioni, e possibilmente con gente che mi piace. Cioè, non è solo quello. Ho porvato a spiegarlo in City: parlare delle cose che facciamo ci porta lontano dalle cose che facciamo, ci allontana dall'origine, ci fa perdere contatto con quel poco di autentico che magari c'è in noi. per cui conviene farlo senza esagerare. Ma insomma, lasciate perdere, è un mio pallino, non state ad ascoltarmi.

 

City

Gould è il tuo alter ego, vero? Dimmi di sì, ti prego, sarebbe molto importante per me!!!

Silvia

Nessun mio personaggio è un mio alterego.

 

City e L'America

Salve Baricco, Le scrivo dagli USA, dove studio per un dottorato di ricerca in lett. comparata e insegno. Qui sono appena le nove di mattina. Allora, City e' finito sul programma di un corso di letteratura comparata qui a Penn State, condotto dal professor Djelal Kadir. Il corso, che iniziera' il 9 settembre, si intitola "Worlding America": parleremo dell'"America" descritta e raccontata dal di fuori delle Americhe, dai tempi pre-colombiani ad oggi. A seguire il corso ci sono diversi studenti avanzati, a cui rimane solo la tesi di dottorato da scrivere. Io faccio parte di tale ciurmia e in qualita' di ABD student ("all but dissertation," but we like to think of ourselves as "all but dead"), mi tocchera' condurre una lezione per i i mei colleghi. Il 18 novembre parlero', fra l'altro, di City e dell'America di City... compito estremamente difficile! Ma felice (adesso dovrei spiegarle che mi occupo di images of the US in narrative, in particular fisrt-person narratives, and film outside of the US, ma e' troppo lungo e non gliene frega niente a nessuno in tale constesto). Io avrei mille domande da farLe, come puo' immaginare, tutte domande da intellettuale... e mi vergogno e mi viene da ridere se penso al professor Kilroy, alle sue tesi sulle idee, e ad Ishmael, melvilliano platonista a caccia di pensieri elusivi... Non ce la faccio a fare domande. Mi vergogno troppo. Eh si', Moby Dick era la mia seconda bibbia, poi pero' sul comodino ci e' finito un altro libro, accanto alla bibbia: Oceano Mare, perche' quando voglio pregare in un certo modo, leggo ad alta voce la preghiera che e' li'. Quello che vorrei da Lei, invece, sono due parole (forse piu' di due) su City e l'America di City, qualcosa che io poi certamente leggero' in classe, il 18 novembre. Quando partii nel '99 per gli USA, avevo in borsa City, regalo d'arrivederci dei mei amici napoletani. Io sono di Napoli. In aereo pensavo, senza leggere (ho letto City dopo tre anni): "Che bello se riuscissi a portare ospite a Penn State Baricco!" Poi me ne sono dimentica (perche' ci si dimentica dei castelli in volo transatlantico quando si e' a terra e non ci si ripassa neanche in visita nel viaggio successivo.)Finche' un bel giorno il mio prof. mi fa: "Are you familiar with City?" E io sobbalzo: e' arrivato Baricco a Penn State! Dico al mio professore che, si', City e' in famiglia, accomodato sulla mia libreria; gli parlo di Seta, mai letto un quadro piu' bello, di Castelli di rabbia, di Novecento, di Oceano Mare che e' sul mio comodino, gli racconto la storia dei castelli in aereo, ma City non l'avevo ancora letto. Ora mi ci sono persa, e prima del 18 novembre dovro' rileggerlo almeno altre due volte per ricomporlo nella mia testa! Ho troppe idee strambe, al momento, tipo che City mi sembra pensato in americano, e tradotto in italiano --tant'e' vero che non vedo l'ora di leggere la traduzione!--, che la storia del bilirado,parabola perfetta della vita, mi sembra lo sfotto' delle armi intelligenti che sanno sempre dove colpire (efficacissimo accostamento di quella pagina alla presentazione del generale... piu' che la metafora, la' funziona la metonimia!), che le idee di Kilroy mi ricordano il Socrate di Platone, che e' difficile ricostruire il gicoco dei punti di vista. La verita': ci si sente piu' sicuri quando si capisce che Gould e' pazzo (Ah! Benedetta umanita'!)Pero' e piu' divertente andare a caccia di colui che ritrae se stesso nell'atto di inventare storie, in mezzo a tutti quei punti di vista (Melville mi ha abituato a questa caccia) Vede? Sto rischiando di "fare" l'intellettuale... mi perdoni il gico di parole. Mi faccia un regalo, se puo': mi parli dell'America di City e dell'ironia che l'ha costruita. E mi perdoni gli errori. Non ho lo spellcheck in italiano... :) Barbara Alfano

Barbara Alfano bxa152@psu.edu

Una cosa che ti può essere utile per il tuo studio è la seguente: io non ho mai pensato che City fosse ambientato in America. Naturalmente ci sono molte cose prettamente americane, ma, amche molte altre che con gli Stati Uniti c'entrano poco (che ne dici della passione di Gould per il soccer?). per me City è ambientato in Occidente, che ormai è un Paese unico, con molte inflessioni statunitensi, ma ricco anche di altre mille cose. Quel che è successo è che l'editore americano ha messo sul risvolto che il libro era ambientato negli Stati Uniti. Ho cercato di far loro capire che non era vero, ma non c'è stato nulla dafare. Forse pensano che in questo modo lo vendono un po' di più. Non so. D'altronde gli americani sono un tantino egoriferiti, come tu certo sai. Un giorno, a NY, ho incontrato un mio lettore che era andato pazzo per Silk, l'aveva letto mille volte e non so che altro, insomma era veramente rapito da quel libro, e sai la cosa che lo ha lasciato veramente secco quando mi ha incontrato? Scoprire che ero ITALIANO: Non gli era mai passato per la mente che io potessi essere uno scrittore NON americano. E' stato un trauma scoprire che Silk, in realtà, si intitolava Seta. Così.

 

solo rabbia

mi sono sempre chiesta : te lo volevo anche chiedere un giorno che ti ho incrociato per strada a torino! MA, A COSA PENSAVI QUANDO HAI SCRITTTO IL PEZZO DOVE IL DOTTOR HOREAU IMPAZZIVA???? (perdono, forse il nome non è questo, non lo ricordo, strano, penso di sapere a memoria interi pezzi del libro) ODIO LA MISERIA DI QUELLO CHE VEDETE QUANDO VI PERMETTETE DI GUARDARE LONTANO in quelle tre pagine esprimevi tutta la rabbia che io avevo dentro e che non riuscivo a spiegare a nessuno, nel tuo modo di scrivere assolutamente spezzettato ho ritrovato i movimenti del mio cervello e MI SONO SENTITA MENO SOLA!!!! GRAZIE ALESSANDRO e speriamo di riuscire a leggerlo questo "senza sangue" .... city l'ho iniziato mille volte e mai finito

laura laurocco@hotmail.com

In City, se hai solo la voglia di lasciarti smarrire, c'è quella stessa rabbia lì, sai?

 

bentornato

Ciao AB: sono uno dei primi in Italia che hanno realizzato una tesi di laurea sui tuoi romanzi, all'epoca ancora non era uscito CITY, e forse è stato meglio così, perché sinceramente non l'ho amato molto.Oggi a distanza di cinque anni ho una moglie e due figli in più e ho molto apprezzato quella chicca sul cambio dei pannolini! Sono stato in libreria poco fa, ma mi hanno detto che ancora non ti avevano distribuito, comunque c'è una cosa che mi rende contento riguardo SENZA SANGUE, e cioè che esistano scrittori i cui lavori fanno sul pubblico l'effetto dell'ultimo disco di una popstar, scrittori per cui si può fare la fila di fronte ad una libreria, manco avessero tirato fuori WINDOWS 2010 ... E aldilà di tutto credo che questo sia iniziato da quando su raitre è comparso un simpatico scrittore torinese che....

gabri quattroluglio@libero.it

Sono contento che hai letto il pannolino. A me faceva morire dal ridere.

 

scrittura

Per molti sei uno scrittore finito. Ci hai mai pensato?E cosa rispondi?

virginia

Ah sì?

 

City nella chat del 13 ottobre 2002

 

da una ex

Ti ho amato tanto, Ale, ma erano i tempi di Castelli di Rabbia e io allora ne avevo tanta ma così tanta addosso. Con City abbiamo cominciato a litigare e con "Senza sangue" ci siamo lasciati. Pensi mai che la colpa sia tua?

FIESTA

E' che io faccio la mia strada. Non è detto che sia sempre la tua. io cerco di non stare fermo. In qualche modo, ogni mio libro nasconde dentro il libro dopo: spesso come una forma di ribellione, perfino di rifiuto di quello che ho appena fatto. E così libro dopo libro adesso sono in un posto che è un po' differente da quello in cui ho scritto Castelli di rabbia. C'è aria più tersa. Forse i personaggi sono ancora semrpe quelli, ma c'è aria più tersa.

 

Ma mi spieghi, secondo te, perchè tutti hanno adorato Oceanomare e non altrettanto City? è la cosa più bella che tu abbia mai scritto, Castelli di rabbia a parte.........

Ele

Beh, Oceano mare è più comodo, è come una casa costruita per essere comoda, non banale, ma comoda. City invece è scomodo. Ti costringe a stare sveglio tutto il tempo. Ti costringe a fare strani giri. Non tutti gradiscono, sai? E poi credo ancheche sia una questione di poesia. Non so spiegarmi bene, ma in Oceano mare c'è una poesia immediatamente accessibile, mentre in City e più nascosta. Devi darle tempo.

 

Sipontina

City era un fuoco d'artificio che si spargeva in mille direzioni senza incontrarsi. Senza sangue a me è parso un cerchio che si chiude rasentando la perfezione stilistica. Credo che abbia raggiunto la maturità come scrittore, ma preferivo guardare i fuochi d'artificio col naso all'insù e la bocca aperta dalla meraviglia.

Sipontina

E questa è una bella risposta... Thanks.

 

Il peso dei lettori

Il peso dei lettori. Ti è mai capitato di sentire il peso reale

Gianluca

Il peso reale dei lettori? Sì, mi capita. Mi è capitato quando, da un libro all'altro, cambiavo direzione, e allora sentivo la fatica di trascinarmi dietro in quella curva tutta quella gente. Quando ho scritto City, che è un labirinto, dopo aver scritto Seta, che è una linea, ad esempio. E ovviamente quando ho scritto Senza Sangue, che è un distillato, dopo aver scritto City, che è un'alluvione.

 

Sto aspettando ancora una risp! Visto che non potrò mai incontrarla, potrebbe rispondermi? Sto scrivendo una tesi su di lei, avrei bisogno di sapere dove posso trovare la sua tesi, quali sono stati i suoi studi musicali. Pensavo che Tarasco insegnasse alla Holden..esistono dei corsi di scenofonia che lei sappia? Senza sangue mi sembra un brano di musica tecnicamente perfetto, ma non mi ha emozionato(almeno da una prima lettura). City è il perfetto equilibrio tra tecnica e passione.

Tarasco purtroppo non insegna. Si tiene tutto per sè.

 

Robert Curtis

Rubo una domanda dal forum di city : "Muoiono nello stesso respiro, gli amanti" Esiste davvero questo Robert Curts? In questo caso dove posso trovare la poesia citata?

Fra

No. E' tutta invenzione. Esiste un Burns, come sa chi ama molto Salinger...

 

Shatzy

Shatzy. Credo sia la figura femminile più erotica che tu abbia mai creato. Meglio ancora di June. (le cui labbra comunque sono qualcosa che conservo dentro) Sei daccordo? Il seno di shatzy mamma mia. io ce lho ben presente. colpo di tosse e voilà. Per me Nina era troppo giovane o troppo vecchia.

jhon

Sai una cosa curiosa? io non ho mai capito veramente quanti anni abbia Nina nel finale. Ho dovuto darle un'età precisa, ma in realtà qualsiasi numero mi sembrava sbagliato. Mi era successa la stessa cosa con Novecento.

 
 

 

 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

  

 

 

 

 

 

  
 
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